26 Giugno 2022

2000, quel ventesimo Concerto di Ferragosto a Sant’Anna di Vinadio

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Nel 2021 il Concerto di Ferragosto, eseguito, come sempre, dall’Orchestra sinfonica “Bartolomeo Bruni” della Città di Cuneo, festeggia le 41 edizioni. E’ stato registrato giovedì 5 agosto sul sagrato del Santuario di San Magno in Alta Valle Grana, a 1761 metri di altitudine. Gli organizzatori  lo hanno dedicato alla danzatrice classica Carla Fracci, scomparsa lo scorso 27 maggio. E poi ai cinque ragazzi deceduti, nell’agosto 2020, in un tragico incidente stradale all’Alpe Chastlar non lontano dalla chiesa e a tutte le vittime della montagna.

Per il rispetto delle norme anti Covid, come lo scorso anno, quando si svolse nel cortile del castello di Valcasotto, erano presenti 300 persone a invito. Tutti gli appassionati, però, potranno assaporarne ancora una volta le magiche emozioni, domenica 15 agosto a partire dalle 12.50 su Rai 3, Rai Play e Rai Sat.

In attesa di poter ammirare le meravigliose immagini registrate del 41º Concerto vi proponiamo il racconto di quello numero 20, che si tenne nel 2000 sui prati vicino a un altro celebre Santuario del Cuneese: Sant’Anna di Vinadio.    

Da Cuneo Sette del 29 agosto 2000

Nella stessa giornata in cui a Roma migliaia di giovani provenienti da tutto il mondo celebravano con il Papa il loro Giubileo, anche la provincia di Cuneo ha vissuto un proprio emozionante evento che, oltre all’alto valore artistico della proposta, si è anche caricato di un profondo significato simbolico, spirituale e religioso.

Un filo sottile che ha unito idealmente i luoghi della fede romana con il Santuario di Sant’Anna di Vinadio: teatro, nel 2000, dell’ormai tradizionale appuntamento con il Concerto di Ferragosto eseguito dall’Orchestra sinfonica “Bartolomeo Bruni” della Città di Cuneo.

Cornice dello spettacolo il vasto pianoro all’interno della suggestiva e ampia conca della Rocca dell’Apparizione, qualche decina di metri più in alto del Santuario intitolato alla donna che le Sacre Scritture vogliono come madre di Maria e nonna di Gesù.

Il Santuario di Sant’Anna di Vinadio con le persone che attendono di salire alla Rocca dell’Apparizione

Un luogo di frontiera – il confine francese passa a meno di un chilometro in linea d’aria – e quindi da centinaia di anni luogo di transito per i viandanti che trovavano già, intorno agli inizi dell’Anno Mille, nella stessa chiesa o nel piccolo rifugio costruito vicino, un ricovero per la sosta e il riposo.

I documenti certi sull’esistenza del Santuario portano infatti la data del 1307, ma gli stessi parlano di una costruzione nella zona adibita al culto e al servizio dei pellegrini “ben al di là di memoria dell’uomo”.

Un Santuario meta della devozione popolare: la gita a Sant’Anna rappresenta uno dei pellegrinaggi abituali che ogni anno numerosi cuneesi e non solo si prefiggono tra gli obiettivi per ritemprare lo spirito e il fisico.

Tanti ci arrivano in macchina, ma numerosi ci vanno in bicicletta e soprattutto a piedi e tra questi anche molti non credenti affascinati dalla straordinaria oasi di pace offerta dalla chiesa e dall’area circostante.

Un Santuario, considerato il più alto d’Europa a 2035 metri di quota che, probabilmente, come sostiene l’attuale Rettore don Giorgio Pepino, ha una peculiarità unica al mondo in quanto è stato costruito con il pavimento in pendenza.

Tutto ciò per accrescere, con una forte provocazione, il valore simbolico del luogo: un invito, cioè, per i fedeli a salire incontro all’altare e all’abbraccio del Signore. O forse, ipotesi meno mistica e più pratica, proprio per consentire ai viandanti di un tempo di riposare meglio durante le soste.

Questo luogo di sublime bellezza – contornato dal monte le Steliere, dalle cime Tesina e del Lausfer, dalle rocche Bravaria e di Saboulé, dalla maestosità della punta Maladècia e dall’ampio vallone che conduce al passo della Lombarda – è stato dunque la cornice e il palcoscenico naturale perfetto per un Concerto di Ferragosto che resterà certamente nella storia.

A tutto ciò ha contribuito anche l’anno 2000, data giubilare, che coincide con i mille anni di vita del Santuario e le venti edizioni della manifestazione.

Infatti, la prima si tenne nel 1981 in Valle Po, seguita, l’anno dopo, proprio da Sant’Anna di Vinadio: unica località in cui, nei due decenni, l’esecuzione musicale è stata ripetuta.

Nel 1982 lo spettacolo, svoltosi sul piazzale della chiesa, venne disturbato dalla pioggia, ma con buona probabilità costituì il trampolino di lancio per gli anni successivi.

Una curiosità: delle centinaia di orchestrali che hanno preso parte alle varie edizioni della manifestazione sono meno di dieci quanti possono vantare l’invidiabile record di aver suonato in tutti i concerti.

Infine, c’è da sottolineare la massiccia presenza di pubblico: circa diecimila persone. Molti hanno raggiunto il Santuario a piedi e i più coraggiosi sono partiti da Pratolungo, sostenendo 4 ore di marcia e 16 chilometri di percorso lungo la provinciale e le ripide scorciatoie appositamente allestite e segnalate.

Le persone in attesa dell’inizio del Concerto

UN INNO ALLA PACE

Un’altra data, purtroppo tragica, ancora rappresenta un ricordo vivo e drammatico per queste terre. Nel 1940 infatti, cioè 60 anni fa, con la costruzione degli avamposti militari, ebbe inizio, anche sui monti di Sant’Anna, la Seconda Guerra Mondiale. Una battaglia assurda che non faceva certamente parte del Dna dei valligiani, da sempre portati a considerare la popolazione francese amica e quelle montagne spazi di incontro.

Ma nel Duemila, Sant’Anna di Vinadio è luogo di preghiera e soprattutto di pace tra i popoli. Lo ha ricordato nell’introdurre la Messa, celebrata prima dell’esecuzione musicale, l’officiante, don Giuseppe Audisio, che ha definito il Concerto di Ferragosto, Concerto per l’Europa.

Un’Europa che prima di essere Mercato comune e alleanza militare e politica dovrebbe diventare solida unione promotrice dei valori universali legati alla pace e alla cultura.  

Don Giuseppe Audisio celebra la Messa prima del Concerto

Lo ha anche ricordato al pubblico – tra cui numerosissimi francesi, a testimonianza dell’amicizia tra le due nazioni – la piramide in legno predisposta dal Comune di Vinadio del sindaco Angelo Giverso, che riportava da un lato la citazione delle splendide risorse della valle fra le quali la freschissima acqua e, dall’altro lato, la bellissima pittura raffigurante il Santuario, realizzata dalla giovane vinadiese Katia Beltrando.

Costruzione artistica impreziosita, sulla punta, dalle bandiere sventolanti dell’Occitania, della Regione Piemonte, dell’Italia, della Francia e dell’Europa. Un modo per evidenziare le radici della propria identità culturale, ma in un progetto di sviluppo e di apertura che vada oltre le frontiere e i confini.

Tradizioni rappresentate al Concerto con gli antichi mestieri nelle persone di quattro nonne vinadiesi filatrici della lana di pecora sambucana – un’altra importante risorsa della zona – e un nonno impagliatore di sedie.

Oltre a un’arpa, scolpita in legno e alta più di due metri, che verrà collocata nel centro urbano di Vinadio a ricordo dell’evento e come suggello del magico incontro avvenuto tra la soave armonia della musica e gli imponenti paesaggi alpestri.

Il giornalista Rai Gianfranco Bianco intervista il sindaco di Vinadio, Angelo Giverso
Le nonne vinadiesi filatrici della lana di pecora sambucana
Il nonno vinadiese impagliatore di sedie

E quindi lo spettacolo vero e proprio reso ancora più incantevole da una luminosa giornata di sole e anch’esso con una novità non di poco conto.

Per la prima volta in 20 anni di concerti ferragostani, a dirigere i 47 orchestrali della “Bartolomeo Bruni” e i due cantanti è mancata la bacchetta magica del maestro Giovanni Mosca: ideatore e convinto sostenitore della manifestazione o di quell’intuizione vincente, ma pazza come ama definirla in ogni sua intervista. Un’indisposizione nei giorni precedenti lo ha costretto a letto e il pubblico durante il concerto lo saluterà con un meritato e scrosciante applauso. In bocca al lupo maestro.

Lo ha sostituito, peraltro degnamente, Antonio Ferrara, insegnante al Conservatorio di Cuneo che, negli ultimi anni, si è occupato del Concerto di Ferragosto dal punto di vista logistico-organizzativo. Una direzione la sua di certo segnata dal vorticoso altalenarsi di tensione ed emozioni, ma portata a termine con bravura e buona sicurezza.

E bravissimi gli orchestrali e i solisti: la soprano torinese Antonella Bertaggia e il tenore coreano Shin Young Hoon, altra nota di internazionalità da sottolineare del Concerto 2000.

Il direttore dell’Orchestra “Bartolomeo Bruni”, Antonio Ferrara

Le emozioni della musica

Dopo la sigla di apertura della manifestazione composta dal maestro Mosca in occasione del primo concerto, il programma prevedeva un brano che ben si è adattato alle caratteristiche di preghiera e di riflessione del luogo: l’“Ave Maria” di Gounod, splendidamente interpretata dal soprano Antonella Bertaggia.

Poi le note intense e vibranti dell’Ouverture in fa minore da “Egmont” di Ludwig van Beethoven che, mescolate alla visione dei ricchi doni offerti da Madre Natura attraverso la maestosità delle montagne, hanno reso ancor più magico quel già magico intreccio.

Quindi, in un crescendo di intensità, lo spettacolo ha messo in luce le notevoli estensioni vocali dei solisti con la Bertaggia interprete di “So anch’io la virtù magica” dal “Don Pasquale” di Gaetano Donizetti e l’aria “E’ strano” che chiude il primo atto della “Traviata” di Giuseppe Verdi.

Il tenore Young Hoon ha invece dato il meglio di sé con “Il mio tesoro intanto” dal “Don Giovanni” di Mozart e nel “Lamento di Federico” da “L’Arlesiana” di Francesco Cilea.

La soprano torinese Antonella Bertaggia
Il tenore coreano Shin Young Hoon

L’orchestra è stata protagonista dell’eccelsa esecuzione delle piacevolmente festanti “Danze Piemontesi” di Leone Sinigaglia, di “Minuetto” e “Farandola” dalla Suite nº 2 del capolavoro di Bizet “L’Arlesienne” e della Sinfonia “La Cenerentola” di Gioacchino Rossini.

Infine i bis: ancora “L’Arlesienne” e l’ormai tradizionale “Marcia di Radetzski” di Strauss accompagnata dallo scrosciante battimani del pubblico. Il Concerto di Ferragosto 2000 è terminato così: regalando ancora una volta un’ora e mezza di straordinarie emozioni ai presenti e ai milioni di spettatori che hanno seguito la diretta televisiva diffusa su tutto il territorio nazionale da Rai 3.

Alcuni orchestrali della “Bartolomeo Bruni”

Il tutto coordinato a livello giornalistico da Gianfranco Bianco di Rai 3: sostenitore da sempre dell’iniziativa.

Un evento che è stato possibile organizzare grazie al supporto fornito da Comune di Vinadio, Comunità Montana Valle Stura, Provincia e Camera di Commercio di Cuneo, Regione Piemonte, Acqua Sant’Anna e Caseificio Valle Stura.

Il Concerto di Ferragosto rappresenta un’iniziativa dagli alti contenuti artistici e culturali, che ha contribuito a far conoscere l’immenso patrimonio naturalistico e le tradizioni secolari del territorio montano Cuneese

L’incantevole intreccio tra musica e montagna