26 Giugno 2022

Ricordo del maestro Giovanni Mosca, inventore del Concerto di Ferragosto

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Nel febbraio 2008, all’età di 83 anni, ci ha lasciati il maestro Giovanni Mosca. Direttore dal 1951 al 1989 del Conservatorio di Cuneo, fondatore e direttore per 46 anni dell’Orchestra sinfonica “Bartolomeo Bruni” del capoluogo della “Granda”, viene ricordato anche, e forse soprattutto, per aver ideato, con il violinista Bruno Pignata, lo storico e celebre Concerto di Ferragosto sulle incantevoli montagne della nostra provincia. Iniziativa che, fin dall’inizio, ha avuto la diretta nazionale di Rai3.

La sua bacchetta straordinaria ha accompagnato orchestrali e cantanti solisti dal 1981, anno della prima edizione al rifugio Quintino Sella in Valle Po, fino al 1999, al Monte Alpet, in Alta Val Casotto. Intrecciando, come in una magica alchimia, le preziose note di opere indimenticabili alle meraviglie paesaggistiche della natura alpina.

Il Concerto è poi continuato anche dopo, regalando sempre vibranti emozioni, per arrivare quest’anno all’edizione 41 sul sagrato del Santuario di San Magno, in Alta Valle Maira. Ma lo spettacolo è fortemente legato alla figura di Mosca: maestro di musica colto e raffinato e maestro di vita fatta di impegno, bontà e onestà.

Personalmente lo ricordo con affetto seduto al bar di Madonna dell’Olmo, frazione di Cuneo dove aveva abitato per alcuni anni, sorseggiare un caffè e regalare a tutti un saluto, un sorriso, una buona parola. In modo semplice e cordiale.

Giovanni Mosca, scomparso nel 2008, maestro di musica e di vita

LE ULTIME DUE DIREZIONI DELL’ORCHESTRA “BRUNI” SULLE MONTAGNE ALPINE

Il maestro Mosca ha diretto per le ultime due volte gli orchestrali della “Bartolomeo Bruni” sulle montagne alpine nel 1998 e nel 1999. In quelle occasioni lo intervistammo per il settimanale Cuneo Sette.

1998, al Pian del Sole in Valle Vermenagna

Il diciottesimo Concerto di Ferragosto è appena terminato. Insieme agli orchestrali hanno deliziato il pubblico i cantanti: la soprano Linda Campanella e il basso Matteo Peirone. Il direttore Giovanni Mosca riceve le strette di mano e i complimenti di tanti spettatori entusiasti. Gentile e disponibile dedica a tutti un attimo di tempo, un “grazie” e non può fare a meno di confessare anche questa volta la sua grande soddisfazione.

1998, Pian del Sole: il maestro Mosca con gli orchestrali, il basso Matteo Peirone e la soprano Linda Campanella
Gli autografi di Matteo Peirone, Linda Campanella e Giovanni Mosca

“Ho notato che il pubblico – dice – oltre a essere numeroso, ha gradito il programma e ce lo ha dimostrato con una prolungata serie di applausi. Questo è molto importante perché trovare i brani adatti a persone con gusti musicali così diversi non è facile. Sono contento, anche quest’anno ci siamo riusciti”.

E parte del successo va riconosciuto ai due cantanti solisti? “Certamente: sono due artisti che hanno strappato successi in ogni parte del mondo. Peirone, attualmente canta al Festival Donizettiano di Bergamo e la Campanella è protagonista di numerosi concerti in varie città italiane. Tra l’altro sono marito e moglie e questo può diventare un fatto positivo per il futuro della loro carriera”.

Lei ama dire che il Concerto di Ferragosto è stata ed è un’idea pazza.L’obiettivo con il quale partimmo nel 1981 era di riuscire a fare breccia su un pubblico che di solito non frequenta le sale dei concerti. Poco alla volta il proposito iniziale si sta realizzando, anche se, spesso, a livello operativo, le difficoltà da superare sono enormi. In genere, però, le manifestazioni di musica classica all’aperto sono molto seguite e questo costituisce un buon traino per le stagioni invernali nei teatri”.

Così come le riprese televisive? “Indubbiamente: secondo i dati forniti dalla Rai, il Concerto dell’anno scorso a Bellino ha avuto sei milioni di telespettatori. E’ un bel risultato. C’è da augurarsi che la registrazione possa venir riproposta in una seconda occasione: magari nel periodo invernale”.

Una suggestiva immagine del Concerto di Ferragosto 1998 al Pian del Sole

L’edizione 1998 del Concerto di Ferragosto passa in archivio e già si sta pensando all’appuntamento del prossimo anno, sempre in un’altra conca naturale offerta dall’arco alpino cuneese. Prima, però, l’Orchestra Bruni è attesa a un prestigioso traguardo: il Concerto Numero 1000 che si terrà in autunno al Teatro Fiamma di Cuneo e che segnerà anche i 45 anni di attività e di direzione del suo fondatore: il maestro Giovanni Mosca.

1999, al monte Alpet in Alta Val Casotto

Il Concerto dell’Orchestra “Bartolomeo Bruni”, con la mezzo soprano Paola Pittaluga e il basso Daniele Biccirè, è piaciuto. Stanco, ma visibilmente soddisfatto il direttore Giovanni Mosca è prodigo di sorrisi e di ringraziamenti ai molti spettatori che salgono sul palco per complimentarsi dello spettacolo.

1999: il maestro Mosca e la mezzo soprano Paola Pittaluga nel Concerto di Ferragosto al monte Alpet in Alta Val Casotto

“Siamo molto contenti per la partecipazione del pubblico – commenta il maestro – che, anche questa volta, è stato numeroso. Apprezziamo soprattutto il comportamento degli spettatori che sono sempre più educati e dimostrano interesse e calore via via crescenti. Questo rappresenta la maggiore gratificazione per il nostro lavoro”.

Un’iniziatica che sta producendo frutti? “Abbinare musica e natura e avvicinare il pubblico ai concerti erano i nostri obiettivi iniziali: la grande partecipazione all’appuntamento di Ferragosto è la conferma che si va nella direzione giusta. Con l’augurio che molti degli spettatori presenti oggi frequentino poi anche le sale da concerto in città”.  

Quest’anno c’era un nutrito gruppo di orchestrali? “Lo richiedeva la partitura dei brani. Devo sottolineare la professionalità e lo straordinario affiatamento dei musicisti, tra cui molti ex allievi, che si ottiene dopo anni di esperienze comuni. Pur avendo provato solamente venerdì, sabato e questa mattina è stato abbastanza facile metterli assieme”.

E i cantanti? “Sono molto bravi e ho provato una grande soddisfazione a ottenere la loro collaborazione. Normalmente al Concerto di Ferragosto si esibiscono soprani, tenori e baritoni. In questa edizione ho voluto cambiare il timbro musicale anche per presentare dei brani più impegnativi, ma diversi”.

Il prossimo anno ci vediamo dove? “Attualmente ci sono le richieste di almeno tre località (ndr.: Sant’Anna di Vinadio, Elva e Monviso). La scelta spetterà a quanti hanno il compito istituzionale di decidere in merito”.

Giovanni Mosca dirige il “suo” ultimo Concerto di Ferragosto nel 1999 al monte Alpet

Nel 2000 la spunterà proprio Sant’Anna di Vinadio come abbiamo raccontato nell’articolo scritto per Cuneo Sette il 29 agosto 2000 e pubblicato su CuneoVociColori nella sezione Appena ieri lo scorso 13 agosto. Purtroppo, dopo venti edizioni, da quell’anno senza il maestro Mosca che, per problemi di salute, non dirigerà più il Concerto di Ferragosto.