26 Giugno 2022

1997, Cuneo: il Mercato Coperto di piazza Seminario come luogo di incontro tra le mille facce della città (FOTO)

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Quando ho scritto questo articolo, nel 1997, il Mercato Coperto di piazza Seminario, a Cuneo, era in condizioni non proprio decorose. Poi, negli anni successivi, il Comune ha deciso di riqualificarlo attraverso un intervento importante, che ha conferito al complesso prestigio, eleganza e decoro.

Da più parti se n’è sempre chiesto un uso anche per manifestazioni e iniziative varie. Al punto che, in passato, alcuni consiglieri municipali sovente ricordavano come la struttura fosse “una Ferrari utilizzata come una 500”.

Ma il Comune, forse anche per le difficoltà tecniche che la scelta avrebbe comportato, tranne poche eccezioni, come la recente Mostra Mercato del Disco, ha continuato a destinarlo per la vendita della frutta e della verdura all’interno e di tanti altri articoli all’esterno. Ogni martedì e venerdì della settimana.

Comunque, il Mercato Coperto di Cuneo resta sempre un punto di riferimento per i cuneesi e non solo e un trionfo di sapori, profumi e colori per due giorni della settimana.

Da Cuneo Sette del 9 dicembre 1997

L’interno del Mercato Coperto nel 1997

 “Duman a peui nen veni..vun al mercà”: il mercato come appuntamento da non mancare, occasione settimanale di scambio saluti, notizie, indiscrezioni, pettegolezzi, confidenze. Certo anche luogo di commerci, pacchi e pacchettini da infilare nella borsa e spesso dimenticati qua e là sulle bancarelle.

Ma che importa. La signora Maria si è sfogata, ha riso, ha pianto, ha raccontato degli studi del figlio, dell’uomo che ama, dei fiori in chiesa, dell’ultimo funerale a cui c’era proprio tanta gente, ha incontrato l’amica che non vedeva da un mese, la cognata con la quale non vuol parlare, il vicino di casa che l’ha fermata perché “durante la settimana siamo sempre di corsa”. Adesso sono le undici, è ora di tornare alle solite, noiose faccende di tutti i giorni, ma lei è felice.

Una facciata del Mercato Coperto nel 1997

Il mercato è una tavolozza dai mille colori: la frutta; la verdura; le calze; la lacca; i “pesuar”; le scope; il sapone di Marsiglia; le caramelle alla menta; le magliette cinquemila lire al pezzo al banco di “Giuan” e della “Toscana”.

E mille profumi: le “anciue”; il castelmagno; il pollo ruspante infilato nel girarrosto; le arance; l’acqua di colonia; il pesce “arrivato fresco stamattina”.

Ti fermi, osservi, ascolti.

Al banco della lana, la signora Cesca ha portato un campione del colore che vuole: “Un momento, che non lo trovo più”. E rovista affannosamente nella borsa per poi tirare fuori, come una reliquia, accartocciato dentro a una pagina di “Famiglia Cristiana”, il suo pezzo di stoffa. Poco più in là, al banco del tutto per la casa, il signor Piero attende in disparte che non ci sia nessuno e, un poco imbarazzato, ripete sicuro l’ordine della moglie a letto con l’influenza: “Voglio un bagno schiuma al sandalo”.

Nel Mercato Coperto sono sempre passati molti consumatori
L’ingresso al Mercato Coperto in una foto del 1997

“Oh ‘l fil sa l’è car…” osserva nonna Vincenza, ottant’anni suonati, ma suonati così bene che il suo problema è capire se è meglio il rocchetto numero sedici o numero trenta per cucire a mano e senza occhiali.

“Ci tocca bagnare i campi, le bestie a rendu pì gnente, a jè sempre quaicos da paghè, la melia l’uma batula”, raccontano a turno gli uomini in mezzo alla strada affollata.

Bastian non trova il cappello della sua misura, Felice prova e riprova un paio di stivali che non gli vogliono entrare, bambini che corrono, scappano e le mamme a cercarli.

Il Mercato: un posto dove la città riacquista la sua dimensione più vera e umana, un immenso laboratorio di vita in cui si dona e si riceve.

Una risorsa con cui ripensare soprattutto i nostri Centri Storici, spesso invasi dal traffico caotico e occupati da automobilisti nervosi: quando invece, se chiusi in modo opportuno, potrebbero trasformarsi in un luogo di incontro e di libertà.  

Il Mercato Coperto di Cuneo è un trionfo di sapori, profumi e colori
La figura storica dell’arrotino nello spazio esterno al Mercato Coperto