26 Giugno 2022

2017, Valloriate e Cuneo: il grande alpinista Reinhold Messner ha raccontato storie “Oltre l’impossibile” (FOTO)

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Nel 2017 lo straordinario alpinista, Reinhold Messner, ha aperto il Nuovi Mondi Film Festival a Valloriate e chiuso il Montagna Festival a Cuneo. Una persona straordinaria che, attraverso i suoi racconti, è riuscito ad affascinare tutti. Regalando momenti di magica emozione, attraverso i quali è stato ben rappresentato il filo conduttore del Nuovi Mondi “Oltre l’impossibile”.

Per chi ha potuto assaporare la forza, la passione, l’entusiasmo, la saggezza delle sue parole offerte, con garbo e disponibilità, è stata una giornata davvero “speciale”.  Da segnare sul calendario. Opinioni, come quelle sullo spopolamento delle Terre Alte o il futuro per le nuove generazioni, conservano, ancora oggi, a distanza di quattro anni, la loro energica attualità.

Ha detto l’esploratore nato a Bressanone:  “La meta non è la conquista di una cima, ma la via che ti permette di raggiungerla”.

Messner a passeggio per Valloriate

Dal “mio” profilo Facebook dell’8 dicembre 2017

Il leggendario alpinista ed esploratore nato a Bressanone, Reinhold Messner, ha inaugurato nel migliore dei modi, a Valloriate, il Nuovi Mondi Film Festival ideato e realizzato da Silvia Bongiovanni e Fabio Gianotti dell’Associazione Kosmoki in collaborazione con il Comune locale e altri sponsor pubblici e privati. Gentile, portatore di un’antica eleganza e saggezza, Messner ha chiacchierato e raccontato le sue imprese con grande disponibilità. Partendo dal titolo della Rassegna “Oltre l’impossibile”.

“L’alpinismo – ha affermato – si è sempre evoluto attraverso l’impossibile. Le nuove generazioni di scalatori hanno superato quello che le generazioni prima avevano già definito impossibile. Poi, naturalmente, quando l’impossibile di ieri è stato vinto, altre sfide sono diventate impossibili. E così è andato avanti l’alpinismo per decine di anni. Continuo a raccontare l’impossibile di ieri per far nascere e crescere un altro impossibile di oggi”.

Cosa significa conquistare una cima? “La meta non è la conquista della cima, ma la via che ti permette di raggiungerla”.

Messner racconta e si racconta

“Sono una persona normale”

Con modestia, Messner ha preso le distanze dalla frase con la quale in tanti lo definiscono “il più grande alpinista di sempre”. Sottolineando: “A me tutto ciò non interessa. Sono una persona normale che vuole tenere vivo l’alpinismo tradizionale. Anche per questo motivo ho costruito un Museo in cui si possono trovare le risposte al tema. Ho avuto la fortuna di vivere nel momento giusto e avere la libertà di mettere in atto tutte le spedizioni che mi proponevo. Certo, bisogna avere le idee chiare e il rispetto della storia.

Gli alpinisti della generazione prima di me potevano fare, per motivi economici e di tempo, al massimo due-tre spedizioni nella loro vita. Quelli della mia generazione hanno avuto la possibilità di realizzarne quante ne volevano, perché terminata una si creavano le condizioni per organizzare subito quella dopo. Ho potuto scegliere diversi posti del mondo come meta dei progetti. Ma su questo fronte, di temi da scrivere ne sono rimasti ancora tanti. ”.

Messner si concede un sorso di vino
Un momento dell’incontro con Messner

Percorso di vita che diventa anche un consiglio per i giovani

Messner: “Mi meraviglio sempre di come i giovani facciano poco nei campi dell’alpinismo e dell’esplorazione. La Terra offre molte opportunità. E per raggiungere degli obiettivi bisogna sempre provare a cambiare. Anche nella vita quotidiana quando un progetto viene portato a un livello non più superabile, allora è meglio trovare una nuova sfida, una nuova possibilità di esprimersi. All’inizio si studia e si impara. Dopo, con il passare degli anni, il percorso si può tradurre in pratica. Negli anni a venire non basterà più avere un solo mestiere”.

Lo spopolamento delle Terre Alte

Messner ha lanciato un messaggio sul problema dello spopolamento delle Terre Alte. “Per le Istituzioni – ha affermato – è diventato troppo costoso riportare in montagna le persone andate via. Solo per fare alcuni esempi: si devono costruire strade, portare l’acqua, fornire il medico. In futuro sarebbe già un successo riuscire a tenere in montagna le persone che ci sono oggi. Una giovane famiglia per andarci a vivere deve avere molta energia e voglia di soffrire”.

Quindi non ci sono speranze? “Al contrario, le speranze ci sono ancora. Bisogna, però, superare la cultura della città al momento vincente e recuperare la cultura della montagna che, purtroppo, è parzialmente andata persa. La chiave è rappresentata dalla somma di turismo e agricoltura. Vendendo e cucinando i prodotti coltivati sul posto, perché se li vuoi mettere sul mercato attraverso i canali classici hai già perso in partenza. Oggi, a Valloriate, ho mangiato piatti unici e dal gusto speciale. E questo può costituire la forza di un territorio come il vostro”.

Messner nel 2017 aveva parlato anche di spopolamento delle Terre Alte e del futuro per le nuove generazioni
Messner a Valloriate

Il gran finale a Cuneo

Di sera, al Palazzetto dello Sport di Cuneo, Messner ha portato in scena l’incantevole racconto della conquista delle cime più alte e spettacolari del mondo, concludendo anche il Montagna Festival partito cinque giorni prima. Un gran finale.

Per buona parte della giornata l’alpinista è stato accompagnato dall’assessore regionale allo Sviluppo della Montagna, Alberto Valmaggia.

L’allora assessore regionale allo Sviluppo della Montagna, Alberto Valmaggia, con il grande alpinista Reinhold Messner