26 Giugno 2022

2007, Roberto Benigni: “Le donne di Cuneo sono bellissime. Se non fossi già sposato, le sposerei tutte” (FOTO)

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A settembre 2021, Roberto Benigni ha ricevuto il Leone d’oro alla carriera durante la serata inaugurale della Mostra del Cinema di Venezia. Coronamento di un percorso artistico straordinario.

Ha salutato il Capo dello Stato, Sergio Mattarella: “Rimanga con noi ancora un poco. Almeno fino alla prossima Mostra, almeno fino ai prossimi mondiali di calcio in Qatar. Perché lei porta bene, deve rimanere qualche anno in più come Presidente”.

Ha raccontato: “Ringrazio tutte le persone che mi hanno voluto bene. Vengo da una famiglia dalla povertà aristocratica: una vera povertà, bellissima”.

Ha dedicato il premio alla moglie, attrice, Nicoletta Braschi: “Abbiamo fatto tutto insieme, per 40 anni. Se qualche volta, nel nostro lavoro, qualcosa ha preso il volo è stato grazie a te, al tuo talento, al tuo mistero, al tuo fascino, al tuo essere donna. Tutto è successo grazie alla tua luce. Il nostro è stato un amore a prima vista, anzi a ultima vista, anzi a eterna vista”.

Ma Benigni ha portato anche a Cuneo le sue performance artistiche. Tre volte.

La prima fu nel 1976 nell’ex chiesa di San Francesco, dove, agli inizi della carriera, chiamato dall’allora assessore per la Cultura del Comune, Nello Streri, presentò lo stralunato personaggio di “Mario Cioni”.   

La seconda, quando era già lanciato in strabilianti successi, è stata nel 1995, per i vent’anni della Grande Fiera d’Estate di Lele Milano.

L’ultima porta la data di venerdì 9 febbraio 2007, con lo spettacolo “Tutto Dante”. Prima ha regalato molte risate, prendendo in giro, a modo suo, la politica di allora. Dopo ha fa fatto sgorgare un fiume di emozioni, quando ha spiegato e letto la Divina Commedia. Una serata indimenticabile, di cui ho scritto per il settimanale Cuneo Sette.

Roberto Benigni con l’organizzatore dello spettacolo “Tutto Dante” a Cuneo, Alberto Castoldi, e l’assessora e la presidente della Giunta regionale nel 2007, Giuliana Manica e Mercedes Bresso
2007: il sindaco di Cuneo, Alberto Valmaggia, e la presidente della Regione, Mercedes Bresso, consegnano a Benigni i libri sulla storia della città capoluogo
Il pubblico in attesa dello spettacolo di Benigni
2007: il Palazzetto dello Sport di Cuneo gremito in ogni ordine di posti per lo spettacolo di Benigni

Da Cuneo Sette del 13 febbraio 2007

Un inno all’amore. Universale. Sacro e profano. Gentile e infuocato. Spirituale e fisico. Traboccante di dolcezza o intriso di passione. Dissacrante, gioioso, irriverente, magico.

Nella serata di venerdì 9 febbraio, organizzata dalla Cooperativa Zabum Uno di Alberto Castoldi, Roberto Benigni fa esplodere il Palazzetto dello Sport di San Rocco Castagnaretta, gremito in ogni ordine di posti, con una performance eccezionale. Dirompente. Vertiginosa. Provocatoria.

Un trionfo di sublime poesia. Per un paio di ore. Anche quando scatena il suo ingegno comico e strappa risate fragorose. A fiumi.

Saltella, si inchina, aggredisce le parole, poi le accarezza e torna a smembrarle, porgendole al pubblico condite dall’incessante gestualità delle mani. Da attore consumato e da giullare della commedia dell’arte.

Un libro di parole. Che sgorgano, incontenibili e impetuose, dalle pagine della fantasia. Chi si attendeva soltanto di dare libero sfogo alla risata, rimane pure folgorato dalla poesia. Perché “L’amicizia fa luce, ma l’amore è luce”.

Il racconto della “Divina Commedia” ha fatto sgorgare forti emozioni

Pronti, si parte

L’esordio è subito da sballo. “Ciau, fioi. Cuma l’è? Tut bin? Che gioia essere a Cuneo. La città dove ci sono più cuneesi al mondo”.

Un rapido accenno al collegamento stradale Est-Ovest e all’Adunata Nazionale degli Alpini, poi la frecciata gentile al sindaco: “Valmaggia mi ha portato due libri sulla città. Una cosa spettacolare: 250 chili l’uno”.

Quindi, le stilettate alla politica nazionale: Pacs; Berlusconi; Prodi; Bindi; Pollastrini e Mastella. Senza dimenticare le intercettazioni telefoniche a Moggi e al re Vittorio Emanuele.

Benigni racconta dei libri che gli ha regalato il sindaco Valmaggia e del “loro peso”

“Dante parla di tutti noi”

Dopo, piano piano, senza far troppo rumore, entra nel capolavoro: di Dante, ma anche suo. Perché oltre un’ora di spettacolo su un Canto della Divina Commedia non è una partita facile da giocare. E dal risultato scontato. Eppure Benigni affascina, incanta e cattura, tenendo il pubblico con il fiato sospeso.

“E’ il libro più grande di tutti i tempi. Non esiste un’opera così meravigliosa. Dante ci ha resi liberi. Di immaginare. Con Petrarca ci si innamora, ma con Dante si fa proprio all’amore. La Divina Commedia è poesia viva. Parla di tutti noi: quegli uomini e quelle donne siamo noi”.

E il girone dell’Inferno dei “peccator carnali” scelto per la serata – quello con “più di mille anime”, ma soprattutto dell’amor adultero e dannato tra Paolo e Francesca – attraverso un “flash” geniale, diventa, per un attimo, il paese dove Benigni abitava da giovane e in cui faceva il barista alla Casa del Popolo.

Vergaio: con le sue passioni umane, per nulla distanti da quelle del “divin” passato. Dal Marione tessitore-meccanico al Paschino della Ghirlanda che, a 40 anni, non aveva mai fatto all’amore, al Guercio di Vinci e la sua Simca 1000.

L’intensità del racconto di Benigni sulla “Divina Commedia”

Il finale da brivido

Poi, sale in cattedra il Canto di Dante. Benigni ne sviscera ogni terzina, spiegandone i passaggi con una semplicità travolgente. Un fiume in piena. Ogni attimo è meraviglioso. Imperdibile. Perché a Scuola la Commedia ce l’hanno resa così barbosa? Facendocela dimenticare in fretta?

Il Benigni di Vergaio e il Dante di Firenze paiono quasi la stessa persona: entrambi vulcanici, innamorati dell’amore e della pietà umana, forse anche uguali fisicamente: “Due personcine a modo, con quegli occhietti…”.

Quando, infine, sullo sfondo rosso fuoco della scena, l’artista toscano declama i versi del Canto, la tensione emotiva sale. Si libra nell’aria. Poderosamente soffusa. In un crescendo di magica intensità.

E la commozione di Dante, attraverso la commozione di Benigni, sgorga in tutta la sua profondità e bellezza. Pura e cristallina. Da brivido.

Se il Benigni attor comico lo si conosceva e non aveva bisogno di conferme, il Benigni cantore di Dante è una sorpresa straordinaria. Un capolavoro. Che ne consacra appieno il talento. A 360 gradi.

“Mentre che l’uno spirto questo disse, l’altro piangea; sì che di pietade io venni men così com’io morisse. E caddi come corpo morto cade”.

Emozioni. Perforanti. Da estasi.

Standing ovation. Scrosciante. Da trionfo.

“O animal grazioso e benigno”.

Lo spettacolo di Roberto Benigni a Cuneo

A RUOTA LIBERA PRIMA DELLA DIVINA COMMEDIA

“Che bella Cuneo, piazza Galimberti, corso Nizza. E Barbaroux: quello era un ministro della Giustizia, non Mastella”.

“E le donne cuneesi: bellissime, le più belle del mondo. Se non fossi già sposato, me le sposerei tutte. E poi i Savoia, il Risorgimento, la Lotta Partigiana…Briatore”.

“Ho domandato al cameriere dell’albergo: ma è vera questa storia dei cuneesi bogianen? Dice, oh sì: c’è un mio amico talmente pigro che ha sposato una donna incinta”.

“Ho saputo che sotto le coppie di fatto c’è qualcosa di strano. La Bindi e la Pollastrini si sono fatte una Legge ad personam, perché vivono insieme da nove anni…”.

“Buttiglione ci devi far capire di che sesso sei. Non puoi essere l’unico single al mondo che è una coppia di fatto”.

“Berlusconi il ponte sullo Stretto non l’ha voluto fare perché si è detto: tanto cosa mi serve, io dalla Calabria alla Sicilia cammino sull’acqua e ci vado a piedi”.

“Dai sondaggi Berlusconi è in vantaggio su Barabba”.

“Fischiare Prodi a Bologna è come fischiare Briatore a Verzuolo”.

“Lasciate ogni speranza voi che entrate: ora lo scrivono davanti alle discoteche…”.

“Ci sono proprio rimasto male quando il re, il mio re, Vittorio Emanuele, scendendo con l’aereo su Milano, per telefono ha chiesto due puttane da spendere poco. Non è per le due puttane, è per lo spendere poco. Che figura ci fa con gli altri reali d’Europa?”.  

Benigni ha anche regalato molte risate al pubblico