26 Giugno 2022

Ex Policlinico di Cuneo: una vicenda lunga e complicata sulla quale ora il consigliere Lauria spara a zero (FOTO)

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L’ex Policlinico di Cuneo – clinica privata all’angolo tra corso Dante e via Bassignano – dagli Anni Cinquanta agli Anni Settanta costituì una valida alternativa all’Ospedale Santa Croce. Soprattutto i reparti di Ostetricia e Neonatologia nei quali nacquero molti bambini del capoluogo e non solo. Poi, dopo il lungo periodo di successo, l’inarrestabile declino che portò alla sua chiusura nel 1984.

Da allora l’edificio è abbandonato e costituisce una ferita aperta nel tessuto urbano della città. Nel 1998 l’Amministrazione comunale del sindaco Elio Rostagno aveva tentato di acquistarlo. Inutilmente, perché l’asta non permetteva all’Ente pubblico di rilanciare all’infinito. E così l’affare era andato in fumo. La gara l’ha vinta una società ligure che, poi, ha passato l’immobile all’attuale proprietà: la Sima Dati sas di Manassero Angelo & C., con sede legale in via Caraglio, 17, a Cuneo.

L’ingresso da via Bassignano all’edificio dell’ex Policlinico

Un iter burocratico che non ha ancora trovato soluzioni

Il proprietario aveva, ed ha ancora, come obiettivo la costruzione di un palazzo. Rimaneva, però, da risolvere il vincolo della destinazione d’uso in quanto l’edificio “direzionale e di servizio” non avrebbe mai potuto diventare residenziale. Dopo numerosi tira e molla, nel 2017, a due mesi dalla conclusione del primo mandato, la Giunta Borgna ha approvato una Variante al Piano Regolatore che ne consentiva il cambio d’uso. Ottenendo dalla proprietà, oltre agli oneri di urbanizzazione (250.000 euro), altri 533.000 euro di extra-oneri.

Il progetto del palazzo è stato presentato più di anno fa nella Commissione comunale. Cosa prevede? L’abbattimento dell’attuale edificio e la costruzione di un nuovo fabbricato di 3.300 metri quadrati, con l’80% della superficie destinata a uso abitativo. In pratica 28 alloggi, ai quali si aggiungono 660 metri quadrati di uffici.

Come diventerà l’ex Policlinico nel progetto presentato in Commissione comunale oltre un anno fa
Un’altra veduta del palazzo che prenderà il posto dell’ex Policlinico

Ma l’iter burocratico, piuttosto complesso, per il momento, non ha ancora trovato conclusioni. A spiegarne il motivo è l’assessore all’Urbanistica, Luca Serale: “Abbiamo vincolato l’intervento a un Piano di recupero. Lo strumento ci fornisce maggiori possibilità di interazione anche con i cittadini, in quanto le osservazioni sono molto più lunghe rispetto a un normale progetto”.

Serale è convinto della bontà dell’operazione perché la cifra incassata “servirà per sistemare il quartiere dove c’è l’ex Policlinico e porre fine alla situazione esistente di degrado”.

L’assessore comunale all’Urbanistica, Luca Serale

Le aspre critiche di Lauria alla Giunta Borgna

Il fatto che dal 2017, quando è stata approvata la Variante al Piano Regolatore, la Giunta Borgna non abbia ancora imboccato la strada capace di portare alla soluzione del problema ex Policlinico ha fatto inalberare il consigliere di opposizione Beppe Lauria. L’esponente di minoranza ha presentato un’interrogazione nell’ultimo Consiglio comunale del 20 e 21 settembre che non doveva essere discussa nell’Assemblea municipale, ma avere una risposta scritta non ancora arrivata. In Comune precisano che ci sono 30 giorni di tempo.

Il consigliere di opposizione Beppe Lauria, durante una Commissione comunale in videoconferenza

Cosa dice Lauria nel suo documento? “Il 6 marzo 2017, alla vigilia della scorsa tornata elettorale, con un’inusuale rapidità si completava l’iter della Variante 23 del Piano Regolatore con la quale, fra le tante cose, si autorizzava il cambio di destinazione d’uso dell’ex Policlinico. Ho sempre considerato l’operazione un regalo al privato, ma la Giunta Borgna, invece, la sponsorizzava, e la sponsorizza ancora, come una necessità per riqualificare quell’area fortemente abbandonata e degradata. E proprio quella Variante venne salutata da molti, se la memoria non mi inganna anche dall’allora Comitato di Quartiere, come la fine del degrado in quella parte della città”.

Invece?Sono passati inutilmente oltre 1.600 giorni da quella Delibera e il degrado è tuttora presente nella zona”

Cosa chiede all’Amministrazione Borgna? “Quale sia il senso del passare inesorabile e infruttuoso del tempo.  E se, visto l’avvicinarsi, oggi come cinque anni fa, della nuova tornata amministrativa si pensi a un altro, ulteriore regalo ai privati.  Oppure si metterà la parola fine a una delle tante storie tutte cuneesi”.

L’esponente di minoranza, però, è anche propositivo e suggerisce “un veloce recupero ambientale dell’area con conseguente addebito dei costi alla proprietà, affinché non passi l’idea che quella zona sia di nessuno”.

I lettori cosa ne pensano? Si può fare qualcosa?