26 Giugno 2022

2014, Arbore e Fazio “show” alla Fondazione Mirafiore di Farinetti. Arbore: “Da Bandiera Gialla a Panciera Gialla” (FOTO)

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Renzo Arbore ha inventato trasmissioni che resteranno nella storia della televisione. Per citare solo quelle più ricordate: “L’Altra Domenica”; “Quelli della notte” e “Indietro Tutta”.  Oltre alle radiofoniche “Per voi giovani” e, insieme a Gianni Boncompagni, “Bandiera Gialla e “Alto Gradimento”.

Fabio Fazio è tornato sul piccolo schermo lo scorso 3 ottobre, con la diciannovesima edizione di “Che tempo che fa”. Ma, in passato, ha all’attivo programmi come “Quelli che il calcio” e “Anima mia” – quest’ultimo con Claudio Baglioni – e la presentazione del Festival di Sanremo nel 1999, 2000, 2013 e 2014.

Arbore e Fazio rappresentano, ognuno con le proprie caratteristiche, un modo diverso di fare spettacolo: capaci di dare un tocco in più di intuizione e creatività a quanto propongono.

Nel maggio 2014 sono stati invitati alla Fondazione Mirafiore di Serralunga d’Alba: la patria culturale creata dall’imprenditore Oscar Farinetti all’interno della tenuta vitivinicola di Fontanafredda. Era presente anche il cantautore Gian Maria Testa, purtroppo scomparso il 30 marzo 2016. Una serata divertente, indimenticabile e “alla buona”, tra “vecchi” amici, che ho raccontato per il settimanale Cuneo Sette.

      

Fazio, Farinetti e Arbore durante la bella serata

Da Cuneo Sette del 13 maggio 2014

La Fondazione Mirafiore, a Serralunga d’Alba, spazio culturale del fondatore di Eataly, Oscar Farinetti, è un gioiello prezioso incastonato nella tenuta vitivinicola di Fontanafredda. La scorsa settimana ha ospitato l’incontro d’eccezione – l’ultimo dei Laboratori di Resistenza – con Renzo Arbore e Fabio Fazio.

Due ore straordinarie di divertimento e di riflessioni, infarcite di passione e di intelligenza in un’atmosfera magica e incantata. Il tutto accompagnato dall’esibizione, all’esterno, della Oliver River Gess Band: gruppo musicale cuneese di grande professionalità. Con ospiti i cantautori Gian Maria Testa e Giorgio Conte, il candidato del centrosinistra per la presidenza della Regione, Sergio Chiamparino, impegnatosi in un simpatico duetto con Arbore sulle note di “Piemontesina bella”, poi i sindaci di Alba e Bra, Maurizio Marello e Bruna Sibille.

Fazio, Farinetti e Arbore con, alle spalle, Gian Maria Testa che entra in sala
Fazio e Arbore con Sergio Chiamparino (al centro), Bruna Sibille e Maurizio Marello

Tema della serata – e non poteva essere altrimenti – la radio e la televisione: soprattutto quel modo di farle inventate dall’artista foggiano: anticipatore di programmi che ne hanno segnato il lungo percorso e che sono rimasti unici per la loro genialità e fantasia. Ma si è anche parlato di cibo. Ad accogliere i due uomini “show” è stato un caloroso applauso. Quindi, tante risate di gusto e la scoperta di aneddoti curiosi e sconosciuti.

Un altro momento della serata “alla buona”, tra “vecchi” amici

Fabio Fazio a ruota libera

 “Dopo il giro delle cantine, abbiamo un alibi barricato”.

“Ho avuto l’onore di andare a cena da Arbore. Ha la casa piena di cose inutili, che compra in tutto il mondo. Quella sera è andata via la corrente. Mentre andava a riaccendere il contatore, sono rimasto da solo. Quando è tornata la luce ho avuto paura: Babbi Natale che si muovevano, scarpe che ballavano da sole. Una cosa incredibile”.

“Se non ci fosse stato Arbore non parleremo una certa lingua. Alto Gradimento, ad esempio, ha inventato un modo di parlare”.

“Arbore non è replicabile. Ha fatto una televisione irraggiungibile, artigianale: con goliardia, ma con professionalità assoluta. Oggi quel tempo è finito, perché chi se ne occupa non la cura più in modo attento. Nessuno sente l’esigenza di pensare al prodotto da mandare in onda. Tutti si occupano del contorno, ma non di quello che finisce nel piatto. Della qualità non frega più niente a nessuno”.

Fazio racconta, Arbore ascolta

Renzo Arbore a viso aperto

“Bene, è finita la commemorazione. Sono entrato in Rai nel 1964, vincendo un concorso come esperto di musica leggera. Il compagno di banco era Boncompagni: un destino. Abbiamo fatto insieme, in radio, 14 anni di Alto Gradimento: è stata pura improvvisazione, il jazz della parola. Non abbiamo mai avuto un copione. Poi mi sono dedicato alla tv “slow”: non quella “veloce”, adesso di moda”.

“Sono nato nel Tavoliere delle Puglie. Lì, c’è l’abitudine di far essiccare al sole l’agnello morto. Però, alla fine, ti mangi quello che non si portano via le mosche, le zanzare e i pellegrini di Padre Pio”.

“Compro tante fesserie, tante cose inutili perché non mi drogo, non bevo superalcolici e non pago le donne: almeno ancora per qualche tempo”.

“Ho cominciato con la trasmissione Bandiera Gialla, forse concluderò la carriera con Panciera Gialla”.

Renzo Arbore si appresta a regalare le sue storie al pubblico presente in Fondazione Mirafiore

Barzelletta sceneggiata

Arbore: “Sono pigro”.

Fazio: “Come fa a lavarsi?”. Arbore: “Quando piove e, poi, quando smette, asciugo”.

Fazio: “Dove vive?”.  Arbore: “Vicino a un cespuglio”.

Fazio: “Quando si sveglia?”. Arbore: “Alla luce del sole”.

Fazio: “Fa all’amore?”. Arbore: “No, troppa fatica”.

Fazio: “Legge?”. Arbore: “No, sono pigro”.

Fazio: “E che fa, allora?”. Arbore: “Penso e guardo il cielo”.

Fazio: “E cosa mangia?”. Arbore: “Quello che passa. Stanotte, sono passate due lumache”.

Fazio: “E che ha fatto?”. Arbore: “Una l’ho mangiata e l’altra mi è scappata”.

  

In attesa delle domande del pubblico