26 Giugno 2022

Pro Natura e Legambiente Cuneo: “La nuova Amministrazione di Valdieri decida sugli usi civici del Valasco” (FOTO)

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Dicono ancora i rappresentanti delle due Associazioni: “Gli atti di vendita del Valasco a favore del Re Vittorio Emanuele II e, successivamente, dai Savoia ai privati, sarebbero nulli

Il piano del Valasco incastonato tra le montagne

Domenico Sanino e Bruno Piacenza, presidenti di Pro Natura e Legambiente Cuneo, esprimono la loro preoccupazione relativa alla vicenda degli usi civici sul territorio del Valasco, nel Comune di Valdieri, oggi area di proprietà privata.   

Dicono Sanino e Piacenza: “A Valdieri, gli abitanti hanno deciso di cambiare sindaco e Amministrazione comunale. Congratulazioni e buon lavoro al nuovo primo cittadino e ai suoi collaboratori, che dovranno subito affrontare una questione molto importante: che cosa fare del Valasco. Purtroppo nella campagna elettorale l’annoso problema, che Pro Natura e Legambiente seguono da decenni, non è stato minimamente toccato. Il neo sindaco Giordana ne ha fatto un accenno nel programma, ma tutto è finito qui”.

Qual è la situazione? “I cittadini di Valdieri sono titolari del diritto di uso civico, che il Comune deve gestire nel loro interesse. In tutti questi anni il Municipio ha speso dei soldi pubblici in pareri legali, perizie tecniche, dispendio di personale per la gestione delle pratiche, senza arrivare alla conclusione del procedimento”.

Come mai sono così importanti gli usi civici? “Perché svolgono un ruolo fondamentale per la vita e lo sviluppo delle comunità locali e per la conservazione e la valorizzazione del patrimonio naturale e culturale. E’ un diritto inalienabile della comunità. Quindi, se, come risulterebbe dalla perizia tecnica asseverata del 2001,  gli atti di vendita del Valasco sono illegittimi, bisogna provvedere a far ritornare in mani pubbliche un bene così prezioso e importante”.

Cosa vi attendete dai nuovi Amministratori comunali? “Ci auguriamo che vogliano, velocemente, prendere in mano la vicenda e spiegare quali decisioni intendano assumere su quell’area. Da parte nostra rinnoviamo la disponibilità, come già fatto in passato, affinché la questione Valasco si concluda positivamente ”.

Una suggestiva immagine del piano del Valasco

La ricostruzione della lunga vicenda iniziata nel 1992

Dopo gli auspici per una soluzione positiva della questione, Sanino e Piacenza ricostruiscono le tante tappe che hanno portato allo stato attuale delle cose.

Spiegano: “Nel 1992, le Associazioni ambientaliste con l’Associazione dimore storiche italiane (Adsi) erano intervenute per porre fine allo stato di degrado della Casa di caccia del Valasco. Si creò un grande movimento di opinione che costrinse il proprietario a recuperare la struttura e a destinarla a rifugio/albergo. In quell’occasione molti si posero il problema del perché un bene così vasto e importante, circa 2.500 ettari di terreno, restasse in mani private”.

Cosa è successo dopo? “Nel 1999, il Comune di Valdieri e la Regione Piemonte conferirono un incarico professionale per l’accertamento dei gravami di uso civico sul territorio del Valasco. Il perito demaniale incaricato accertò la presenza dell’uso civico sui terreni privati del Valasco con perizia tecnica asseverata del 30 luglio 2001”.

I passaggi successivi? “Il 6 agosto 2001, il Comune di Valdieri trasmetteva alla Regione Piemonte – Settore usi civici – la perizia tecnica per i provvedimenti di competenza: cioè l’approvazione dell’accertamento dei diritti demaniali in conformità alla legislazione vigente”.

Questo cosa significa? “Che gli atti di vendita del Valasco a favore del Re Vittorio Emanuele II e, successivamente, dai Savoia ai privati, sarebbero nulli, perché non è stato rispettato il disposto legislativo sugli usi civici. Ma da allora – 2001 – non si è più saputo niente. Il problema è che, in questa situazione di incertezza, tutto è lasciato degradare, dalla strada di accesso – un’importante opera militare -, ai sentieri, ai rifugi”.

Gli ulteriori sviluppi? “Il 30 ottobre 2020, visto il silenzio di Comune e Regione, abbiamo chiesto formalmente al sindaco di Valdieri e alla Regione Piemonte“di voler comunicare lo stato dell’istruttoria della procedura di accertamento demaniale avviata nel 2001”. Altro silenzio. A questo punto, è stato richiesto, anche con l’intervento del Difensore civico regionale, l’accesso agli atti del procedimento amministrativo originato dalla perizia demaniale depositata il 30 luglio 2001″.

Cosa è risultato? “Dall’esame della documentazione abbiamo riscontrato che nessun provvedimento era stato assunto dalla Regione Piemonte, fondamentalmente perché il Comune di Valdieri, negli anni, non aveva mai sollecitato la definizione del procedimento”.

Quindi? “Il 14 febbraio 2021 abbiamo “diffidato il Comune di Valdieri e la Regione Piemonte, “per quanto di rispettiva competenza, a voler adottare il provvedimento conclusivo del procedimento”. Da quella data a oggi vi sono stati scambi di lettere tra Regione e Comune. La Regione ha giustificato la sua inattività a fronte dell’intervenuta modifica alla Legge Regionale sugli usi civici nel 2009, ribadendo più volte che oggi, in base alla nuova normativa, la competenza di conclusione del procedimento è del Comune di Valdieri”.

L’ultima lettera della Regione? “E’ del 29 giugno 2021 e sottolinea il “potere-dovere del Comune di Valdieri di porre fine all’occupazione senza titolo o senza valido titolo di un terreno gravato da uso civico. Tale onere e obbligatorietà di esercizio non può essere influenzato da elementi di discrezionalità”.

Il finale?L’ex sindaco di Valdieri, Gaiotti, nelle sue lettere di risposta alla Regione “si riserva di valutare quali azioni intraprendere in base al bilancio e alla prossima campagna elettorale”. A fronte di questa inerzia, il 27 luglio di quest’anno abbiamo presentato un’istanza al Presidente della Giunta Regionale per “l’adozione del potere sostitutivo previsto dalla legislazione vigente”. Però, continuiamo ad aspettare”.

Si può fare qualcosa?

Le montagne che si affacciano sulla Casa di caccia e il piano del Valasco