26 Giugno 2022

Gli ultimi episodi di squadrismo dell’estrema destra stanno mettendo a rischio la tenuta della democrazia italiana

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Roma. La “guerriglia” di piazza dello scorso sabato con gli attacchi alla Forze dell’Ordine, la devastazione della sede della Cgil e l’onda di violenza con l’assalto all’ospedale Umberto I da parte dei militanti dell’estrema destra sono gli ultimi episodi di un fenomeno che va preso in seria considerazione e che covava sotto la brace: il ritorno dei nostalgici del fascismo. Non vanno sottovalutati, perché si stanno facendo largo a spallate nella democrazia del nostro Paese. Sotto forma di azioni squadriste.

Eppure in Italia inneggiare ai principi, ai metodi e ai fatti legati al “ventennio” e tenere comportamenti volti a ricostruire il partito fascista costituiscono un reato.

Lo dice la Costituzione. L’ha ribadito la Legge Scelba del 1952, precisando in modo chiaro che va applicata “quando un’associazione, un movimento o comunque un gruppo di persone non inferiore a cinque persegue finalità antidemocratiche proprie del partito fascista, esaltando, minacciando o usando la violenza quale metodo di lotta politica o propugnando la soppressione delle libertà garantite dalla Costituzione o denigrando la democrazia, le sue Istituzioni e i valori della Resistenza, o svolgendo propaganda razzista, ovvero rivolge la sua attività alla esaltazione di esponenti, principi, fatti e metodi propri del predetto partito o compie manifestazioni esteriori di carattere fascista”.

Nel 1993 la Legge Mancino ne ha ulteriormente rafforzato e ampliato il raggio di azione, introducendo, ad esempio, gli stadi come luoghi in cui è vietato esporre simboli o propagandare slogan del “ventennio”.

Nel 1952 e nel 1993 la Politica ha fatto la sua parte, però, in molti casi, non c’è stata un’applicazione così puntuale delle due Leggi.

Se in Italia abbiamo movimenti che promuovono le idee fasciste vanno fermati.

Se gli stadi, quando torneranno a riempirsi, continueranno a essere focolai pericolosi della destra extraparlamentare ne vanno denunciati i responsabili.

Se il web è un florido contenitore di rigurgiti mussoliniani, i siti o i blog devono essere chiusi.

Chi ha il compito di agire lo faccia. Subito. Altrimenti le Leggi servono a nulla e il rischio per la democrazia italiana esiste davvero.