26 Giugno 2022

2015, don Luigi Ciotti al Cuneo Montagna Festival racconta delle Terre Alte e parla della crisi sociale (FOTO)

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Don Luigi Ciotti, fondatore del Gruppo Abele e dell’Associazione Libera contro tutte le mafie, coraggioso prete dei “poveri”, aveva inaugurato il Cuneo Montagna Festival 2015, al Cinema Monviso del capoluogo, raccontando i pensieri contenuti nel proprio libro “Salire per scendere” il cui filo conduttore sono le sue origini di montanaro, nato a Pieve di Cadore, e il rapporto con le Terre Alte.

Quelle parole di sei anni fa sono estremamente attuali e sottolineano la profonda crisi che, già allora, stava vivendo la nostra società, con l’aumento “spaventoso” delle persone in stato di bisogno. Condizione che, nel 2021, l’emergenza sanitaria legata al Covid e un’ancora più difficile fase economica hanno “appesantito” in modo ulteriore.

Don Luigi Ciotti prende appunti durante l’incontro al Cinema Monviso

Dal “mio” profilo Facebook del giugno 2015

Don Ciotti: “La montagna è maestra di vita e ha un’anima che dobbiamo rispettare e difendere e che aiuta a guardarti dentro: a riempirti il cammino di senso e di significato”

La riflessione autografata di don Ciotti sulla montagna

A margine del Cuneo Montagna Festival 2015 abbiamo raccolto le riflessioni di don Luigi Ciotti sul momento attuale della nostra società, partendo da cosa rappresentino per lui le Terre Alte.

“La montagna – dice – è maestra di vita e ha un’anima che dobbiamo rispettare e difendere. Ci insegna l’equilibrio, la coscienza del limite, l’impegno, il dare più continuità a quanto facciamo e la condivisione: cioè il noi e non l’io da navigatore solitario. E ci aiuta  a guardare in noi stessi, assumendoci di più le nostre responsabilità. Anche quelle di graffiare le istituzioni e la politica perché facciano la loro parte”.

Il suo libro “Salire per scendere” riassume il senso della vita? “Bisogna salire sul monte per ritrovare noi stessi, perché il monte è il luogo dove si ferma il nostro correre quotidiano e dove si può riflettere e guardare oltre”.

Quindi? “La montagna non è solo uno spazio fisico ma è il luogo dell’anima, in cui trovi l’equilibrio tra il silenzio e la parola, tra il movimento e il bisogno di pausa. E’ il luogo dove trovi la pace, dove fai i conti con le tue fragilità e dove puoi sentire il bisogno di mettere in gioco la tua coscienza per fare di più nei confronti delle persone rimaste indietro”.

Don Luigi Ciotti racconta del libro “Salire per scendere”

I problemi maggiori dell’attuale società

Don Ciotti: “Oggi abbiamo dieci milioni di persone che vivono in povertà relativa e sei milioni totalmente povere. C’è una generazione di giovani con l’angoscia del futuro, la mancanza di prospettive, di sicurezze e due milioni e mezzo di loro non lavorano e non studiano. Siamo agli ultimi posti per la dispersione scolastica. Poi, dovremo dare una seconda opportunità a chi vive in strada attraverso progetti di reinserimento. Ma per la crisi economica non ci sono più i soldi”.

Infine, il lavoro. “Abbiamo milioni di donne e di uomini che l’hanno perso, che lo cercano senza fortuna, che sono in cassa integrazione, che vivono forme di precariato e di sfruttamento. Sono queste le sofferenze che, purtroppo, rendono più forti l’illegalità, la corruzione e la violenza”.

La legalità in Italia è ancora in salita? “Della parola legalità si è un po’ abusato: ce l’hanno rubata rendendola malleabile. Allora preferisco parlare di responsabilità. E, per avere un futuro, dobbiamo saldarle insieme”.  

Don Luigi Ciotti
Don Luigi Ciotti al Cinema Monviso in attesa di offrire al pubblico le proprie riflessioni
L’inaugurazione del Cuneo Montagna Festival 2015