26 Giugno 2022

Cuneo, Palazzo Santa Croce: la mostra “Ricordati di non dimenticare. Nuto Revelli, una vita per immagini”

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Diceva Nuto Revelli: “Io ho scelto di raccontare, di testimoniare, il giorno in cui sono uscito dall’inferno della ritirata di Russia. L’ho fatto dopo essermi posto il dilemma: o dimentico tutta questa tragedia o ricordo tutto. Dimenticare voleva dire respirare, tornare a vivere, ma era troppo comodo, facile, persino immorale dopo il disastro al quale avevo assistito.

E così ho giurato a me stesso: “Ricordati di non dimenticare”. Un giuramento che dura da sessant’anni e non sono stanco di ricordare. Anche se soffro, rivivo sofferenze, tragedie, volti, paesaggi, storie. Non si può, non si deve dimenticare”.

Nuto Revelli è una delle persone simbolo del Novecento cuneese e non solo

Nuto Revelli (1919-2004) è uno delle persone simbolo del Novecento Cuneese: e non solo. Ufficiale degli Alpini sul fronte russo e, poi,  partigiano, come scrittore ha firmato pagine drammatiche sulla sua tragica esperienza di guerra e di lotta per la Liberazione. E, dopo, ha raccolto testimonianze e storie straordinarie della vita contadina nelle nostre montagne.

Per mantenerne viva la memoria e celebrarne il centenario della nascita, seppure due anni dopo a causa del Covid e pur con un’anteprima nel 2019 attraverso i pannelli appesi sotto i portici di piazza Galimberti, la Fondazione a lui dedicata  ha organizzato l’iniziativa “Ricordati di non dimenticare. Nuto Revelli, una vita per immagini”.

Si tratta di una mostra fotografica in programma nel Palazzo Santa Croce, in via Santa Croce, 6, a Cuneo, dal 5 al 28 novembre. Hanno collaborato all’allestimento dell’esposizione il Comitato Nazionale per le celebrazioni del Centenario della nascita di Nuto Revelli e l’Istituto Storico della Resistenza e della Società Contemporanea in Provincia di Cuneo.

Inaugurazione e visite

L’inaugurazione è prevista venerdì 5 novembre, alle 18, nel Salone d’onore del Municipio capoluogo, con l’intervento delle curatrici Paola Agosti e Alessandra Demichelis e del presidente della Fondazione, e figlio di Nuto, Marco Revelli. Poi l’esposizione rimane aperta il giovedì e il venerdì, dalle 14 alle 18, e il sabato e la domenica, dalle 10 alle 12.30 e dalle 14 alle 18. L’ingresso è gratuito, nel rispetto delle norme anti-Covid in vigore, con prenotazione consigliata su www.nutorevelli.org

Per le Scuole Primarie e Secondarie è possibile prenotare la visita guidata alla mostra di un’ora nelle mattine di giovedì 11, venerdì 12, giovedì 25 e venerdì 26, dalle 9 alle 12, scrivendo a info@nutorevelli.org

La mostra

Attingendo al fondo fotografico dell’Archivio Nuto Revelli si possono vedere oltre 180 immagini e documenti che ripercorrono la vita del partigiano e scrittore cuneese: il giovane ufficiale in divisa; il partigiano a Paraloup e in Francia; lo scrittore con i suoi testimoni; il marito a fianco della donna che ama; l’amico con il quale condividere impegno e convivio.

Dicono gli organizzatori:Nuto Revelli fa parte di quella generazione di scrittori, come Primo Levi e Mario Rigoni Stern, che decisero di scrivere non per sola vocazione interiore ma trascinati, per così dire, dalla storia, per dovere civile e morale: per “far sapere” affinché gli orrori di cui erano stati vittime e testimoni non si dovessero mai più ripetere”.

Il suo impegno costante?  “E’ stato quello di restituire voce a coloro che voce non hanno: ai soldati vittime delle guerre, ai montanari e contadini che quelle guerre per primi le avevano pagate e che erano poi stati lasciati ai margini. Con la sua opera e con la sua azione, Nuto Revelli è diventato un “testimone del tempo”: di quel tempo insieme, terribile e fecondo, che è stato il Novecento. Un protagonista delle battaglie per la giustizia e per la libertà, un ricercatore di memoria tra le pieghe di una società contadina e montanara in trasformazione ”.

Tutto ciò come si traduce nella mostra? “Il progetto oltrepassa la vicenda individuale e trasporta chi osserva in un passato condiviso: nelle fotografie scorre quasi un secolo, la storia del Novecento tra dittature, guerre e rinascita e affiora il dettaglio di chi ne ha percorso ogni tappa con il piglio del testimone, in un cammino di consapevolezza umana e civile, tra impegno e vita privata”.

Nuto Revelli in piazza Galimberti a Cuneo

A Scrittorincittà

La storia di Nuto Revelli ha poi un ulteriore ricordo nell’ambito della manifestazione Scrittorincittà.

Sabato 20 novembre, alle 11, all’Auditorium Varco in via Pascal, 5, di fronte a piazza Foro Boario, è in programma l’incontro “I tre amici: Primo Levi, Nuto Revelli e Mario Rigoni Stern” durante il quale Giuseppe Mendicino, Marco Revelli e Domenico Scarpa dialogano sull’importanza e sull’attualità delle loro opere e del loro impegno.

Per l’occasione viene proiettata la puntata sui tre amici dello speciale “Ricordati di non dimenticare” di Daniela Giuffrida e Francesco Ghisi prodotta in media partnership con Rai Cultura.

Ad allestire l’iniziativa sono: Fondazione Nuto Revelli insieme ai Comitati Nazionali dei tre centenari (Levi, Revelli e Rigoni Stern); Comune di Cuneo e Scrittorincittà, con la collaborazione dell’Associazione Culturale “Gli Spigolatori”.

Spiegano gli organizzatori: “Sono tre testimoni del Novecento, uniti da una profonda amicizia, scrittori per necessità, che dalla concretezza delle loro esperienze di vita hanno saputo diffondere una coscienza etica e antifascista”.

All’incontro si può assistere in presenza, con prenotazione obbligatoria su www.scrittorincitta.it Oppure in streaming sui canali online di Scrittorincittà.

I tre amici: Primo Levi; Mario Rigoni Stern e Nuto Revelli

Informazioni per entrambe le iniziative

Informazioni:  www.nutorevelli.org; info@nutorevelli.org;  375 5914347;  

Facebook: Fondazione Nuto Revelli;  Youtube: Fondazione Nuto Revelli