26 Giugno 2022

Comunali nel capoluogo: Centro per Cuneo, appoggiare Manassero del Pd o mettersi con Azione e Forza Italia?

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Per le elezioni Comunali del prossimo anno a Cuneo, sul fronte del centrodestra non si vedono, al momento, movimenti sostanziali. Il centrosinistra, invece, pare piuttosto in fermento. In particolare per quanto riguarda i due gruppi più consistenti dell’attuale maggioranza al governo della città: Partito Democratico e Centro per Cuneo.

Al Pd, stoppato dai Beni Comuni per una possibile coalizione con loro (clicca qui), tra l’altro percorso sostenuto da una parte della compagine cuneese del segretario Letta, non resta che la carta di dare seguito all’attuale coalizione. Ma con quale candidato sindaco?

Su ciò potrebbe trovare un inaspettato appoggio proprio da Centro per Cuneo. Infatti, i vertici  di quest’ultimo gruppo sembrerebbero non proprio convinti di proporre alla guida del capoluogo, in continuazione dell’attuale maggioranza, i nomi usciti più volte dei loro assessori Luca Serale e Davide Dalmasso, in pole position, e subito dopo, quelli delle due assessore, Cristina Clerico e Franca Giordano.

Quindi, parrebbe fare capolino, per evitare devastanti scontri interni, l’ipotesi di sostenere come candidata sindaco Patrizia Manassero del Pd. Il tutto per preparare la successione tra cinque anni con la serenità necessaria. Pur con qualche rischio da correre, perché in un lustro nella politica i cambiamenti possono essere talmente radicali da stravolgere ogni percorso.

A meno che non prenda corpo la strada già ipotizzata da CuneoVociColori a fine agosto della spaccatura interna alla lista (clicca qui). Con l’anima più vicina al centrodestra, di cui Serale e Dalmasso rappresentano i maggiori esponenti, che non cerchi un accordo a livello locale con l’emergente “Azione” di Carlo Calenda, Forza Italia e altre componenti civiche. Tentando così di formare una coalizione moderata di centro e tagliando fuori la Lega e Fratelli d’Italia.

Ipotesi non proprio da “buttare alle ortiche” perché “Azione” ha in Piemonte un referente – Enrico Costa –  il quale nel creare nuovi assetti ed equilibri è un maestro.

E il Pd? Si troverebbe con il cerino in mano e una matassa ingarbugliata da sciogliere.