26 Giugno 2022

2014, Abbazia di Staffarda: il sublime concerto del violinista Uto Ughi, con l’intervista al “maestro” (FOTO)

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“La Santità Sconosciuta” è il progetto dell’Associazione Arturo Toscanini, dei fratelli Ivan e Natascia Chiarlo, per promuovere la cultura in varie città della provincia di Cuneo. Parecchie volte ha avuto tra i protagonisti lo straordinario violinista Uto Ughi, che ha emozionato il pubblico con le sue performance nei concerti e offerto saggezza e conoscenza nelle masterclass di alto perfezionamento dedicate allo strumento musicale ad arco e quattro corde.

Natascia e Ivan Chiarlo presentano il concerto di Uto Ughi all’Abbazia di Staffarda

L’articolo pubblicato di seguito, e ripreso dal mio profilo Facebook del 29 ottobre 2014, si sviluppa in due parti. Nella prima, c’è il racconto dell’emozionante concerto tenuto da Ughi all’Abbazia di Staffarda: monastero benedettino fondato nel XII secolo che si trova nel Comune di Revello, a pochi chilometri da Saluzzo. La seconda parte propone l’intervista a Ughi e il suo pensiero su cultura, educazione musicale e giovani. Riflessioni molto attuali ancora oggi, pur a distanza di sette anni e con i cambiamenti radicali avvenuti nella società.

Il “maestro” Uto Ughi in concerto all’Abbazia di Staffarda nel 2014

Il 2021 ad Alba e Cherasco

Dopo 14 edizioni e la pausa forzata del 2020 a causa del Covid, il progetto dell’Associazione Arturo Toscanini riprende domenica 14 novembre, al Teatro Sociale “Giorgio Busca” di Alba, con il sostegno della Fondazione Ferrero e la nuova formula “Uto Ughi per i giovani da “La Santità Sconosciuta”.  In sostanza, si tratta di un nuovo percorso per l’educazione musicale e il sostegno dei giovani talenti.

Il 14 novembre, in programma c’è il concerto inaugurale per violino e orchestra di Uto Ughi and Friends “Uto Ughi racconta le “Le Quattro Stagioni di Antonio Vivaldi”. Seguono poi altri otto appuntamenti: sei sempre ad Alba e due a Cherasco. Fino all’11 gennaio 2022.

Per il calendario dell’iniziativa e informazioni CLICCA QUI  

Dal mio profilo Facebook del 29 ottobre 2014

Provate ad immaginare le note raffinate e vibranti del grande violinista Uto Ughi, accompagnato al pianoforte dal bravo Marco Grisanti, interpretate all’interno di una meraviglia architettonica e storica, fondata nel XII secolo, come l’Abbazia benedettina di Staffarda. Nel Saluzzese. Cosa ne può nascere? Un concerto dall’incantevole e affascinante magia di suoni ed emozioni, capaci di sciogliere anche i cuori “meno teneri”.

Uto Ughi al violino e Marco Grisanti al pianoforte

Tutto ciò è accaduto grazie alla rassegna “La Santità Sconosciuta”, ideata e realizzata impeccabilmente, per il nono anno, dall’Associazione culturale Arturo Toscanini di Savigliano, con la direzione artistica di Ivan e Natascia Chiarlo.

Per un paio di ore, dentro a quelle antiche mura, si è respirato il desiderio di musica impreziosito da performance impagabili. Brani di Vitali, Beethoven, Wieniawsky, Saint Saens, una stupenda “La campanella” di Paganini e il bis di una composizione di Bazzini hanno riempito di note dalle mille sfumature, gioiose, romantiche, malinconiche, a volte appena percettibili, la chiesa gremita di persone.

Le mani di Ughi tendevano le corde, si placavano, poi le accarezzavano, si riprendevano, quasi le allungavano, danno loro la parola. Virtuosismi da far accapponare la pelle. Poesia infinita. Pagine struggenti. Sublimi. Come una tavolozza di colori, questa volta musicali, orchestrati e disegnati da Madre Natura. Con il pianoforte di Grisanti a sostenere, in modo appassionato, ogni passaggio.

Delizie premiate dal meritato e scrosciante applauso finale degli spettatori. Tutti in piedi. 

Marco Grisanti e Uto Ughi

L’intervista a Uto Ughi: “La cultura rende liberi e insegna a ragionare con la propria testa”

“Chi non ha cultura e chi non ha avuto la fortuna di potersi avvicinare a un percorso di apprendimento “beve” qualsiasi cosa gli venga proposta. Oggi, purtroppo, c’è un interesse a rendere le persone sempre più ignoranti, con l’obiettivo di manovrarle meglio. Come un gregge di pecore. Senza discernimento”

Un momento dell’appassionante concerto di Uto Ughi

Lo straordinario violinista Uto Ughi ha suonato all’Abbazia di Staffarda, nel Saluzzese, in uno degli appuntamenti gratuiti previsti dalla riuscita rassegna “La Santità Sconosciuta”, ideata e realizzata dall’Associazione culturale Arturo Toscanini di Savigliano con la direzione artistica di Ivan e Natascia Chiarlo. Il “maestro”, accompagnato al pianoforte da Marco Grisanti, ha incantato il pubblico, regalando preziosi e struggenti virtuosismi di brani classici.

“Ho sempre pensato – ci ha detto al termine del concerto – che si debba portare questa musica al di fuori dei luoghi storicamente destinati a ospitarla. Soprattutto per andare incontro ai giovani, i quali poche volte hanno la possibilità di frequentare i teatri a causa dei costi e della mancanza di una necessaria educazione musicale nelle scuole”.

Il secondo, in particolare, è un problema non di poco conto? “Bisognerebbe fare qualcosa di veramente utile per l’istruzione musicale dei ragazzi italiani che, spesso, sono ignari dei nostri capolavori. Abbiamo una miniera ricchissima di opere grazie alla quale si potrebbe regalare gioia e bellezza a milioni di giovani. E non solo. Percorso, purtroppo, disatteso”.

Un consiglio, in un momento difficile per la nostra società, che si sente di dare alle nuove generazioni: anche a quelle non attirate o predisposte per la carriera artistica? “Consigliare è molto difficile. Ma i giovani assorbono quanto gli viene proposto. Di positivo e, purtroppo, di negativo. E oggi, molto spesso, a loro vengono trasmessi messaggi di cattivo gusto, volgari e deterioranti”.

Cosa servirebbe per cambiare strada? “Torno alla mia idea: un’adeguata educazione musicale. Si studia la storia dell’arte, la storia della letteratura, però quella della musica sembra quasi un accessorio: se c’è va bene, altrimenti non fa niente. Tutto ciò è molto grave in un Paese – il nostro – in cui ci sono il 70% delle opere d’arte del mondo”.

Perché in Italia la cultura continua ad essere piuttosto “bistrattata”? “Perché la cultura rende liberi e insegna a ragionare con la propria testa. Chi non ha cultura e chi non ha avuto la fortuna di potersi avvicinare a un percorso di apprendimento “beve” qualsiasi cosa gli venga proposta. Oggi, purtroppo, c’è un interesse a rendere le persone sempre più ignoranti, con l’obiettivo di manovrarle meglio. Come un gregge di pecore. Senza discernimento”.

Un bilancio della sua favolosa carriera artistica? “Bilanci non se ne fanno mai, però posso dire di aver dedicato tutta la mia vita e tutte le mie energie per cercare di comunicare i capolavori della musica. Qualche volta mi è riuscito e mi riesce, altre volte meno. Ma i traguardi sono infiniti e la perfezione è un miraggio: chi più si avvicina, più la vede allontanarsi”.

2014: il pubblico in attesa del concerto nell’Abbazia di Staffarda