18 Maggio 2022

Comunali a Cuneo: il sindaco Borgna parrebbe aver individuato in Spedale il suo successore

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A volte ad ipotizzare un percorso, soprattutto in campo politico-amministrativo, non si va così fuori dal seminato. E, spesso, lo si azzecca. Il sindaco di Cuneo, Federico Borgna, al termine dei dieci anni da primo cittadino, parrebbe aver individuato in Alessandro Spedale il suo successore alla guida della città per le Comunali del 2022. La avevamo data come una strada possibile, seppure allora con un altro stato dell’arte, nell’articolo pubblicato il 27 settembre (CLICCA QUI).

Per quale motivo Spedale?

Spedale, insegnante all’Istituto Classico-Scientifico “Peano-Pellico” e attuale presidente del Consiglio comunale del capoluogo, è stato eletto alle votazioni del 2017 nella lista civica di maggioranza Cuneo Solidale Democratica.

La sua scelta sembrerebbe motivata dal fatto che è stato assessore con diverse deleghe dal 2005 al 2017 e, quindi, conosce molto bene la macchina burocratica, così come le persone e i meccanismi della coalizione che sta sostenendo Borgna.

Poi, ha sempre svolto con diligenza i compiti assegnatigli e ha una certa esperienza sui fondi europei che, nei prossimi anni, saranno l’unico modo per un Comune di ottenere risorse “fresche” da investire sul proprio territorio e non solo.

Infine, è abbastanza giovane: 49 anni. Il suo sarebbe un percorso per certi versi simile a quello di un altro recente sindaco: Alberto Valmaggia, diventato primo cittadino a 43 anni. Entrambi di provenienza e “militanza” cattolica, oltreché consiglieri e sostenitori, fin dalla costituzione, della lista Cuneo Solidale. Diventata, nel 2017, Cuneo Solidale Democratica.

Inoltre, significherebbe ridare “peso” politico proprio a quest’ultima compagine.

Cosa potrebbe succedere?

Borgna ha detto più volte negli ultimi tempi che vorrebbe mantenere alla guida della città l’attuale coalizione formata da Partito Democratico, Centro per Cuneo, Cuneo Solidale Democratica e Crescere Insieme. Ma se fosse in dirittura di arrivo la scelta di Spedale, si porrebbe quasi sicuramente il problema della spaccatura di Centro per Cuneo. Ne avevamo già parlato il 31 agosto (CLICCA QUI).

Infatti, l’anima storica di centrosinistra non dovrebbe avere problemi a sostenere Spedale. Ma quella vicina al centrodestra di cui gli attuali assessori, Luca Serale e Davide Dalmasso, sono i maggiori esponenti, potrebbe essere pronta a costruire un’alleanza con le forze più moderate di quella parte politica. E cioè: Forza Italia, magari la lista civica Grande Cuneo e, soprattutto, l’emergente Azione di Carlo Calenda.

Anche perché Serale e Dalmasso dati, fino a poco tempo fa, possibili candidati sindaco, se fosse questa la mossa di Borgna, ora sarebbero fuori dalla corsa. Tenendo, inoltre, presente, altre due circostanze: di Azione fa parte Giuseppe Delfino, presidente-coordinatore di Centro per Cuneo. E due consiglieri della stessa lista nell’Assemblea municipale del capoluogo – Vincenzo Pellegrino e, in questi giorni, Maria Laura Risso – hanno aderito al movimento di Calenda.

Un’alleanza che potrebbe portare con sé altri esponenti di Centro per Cuneo e magari alcuni rappresentanti di Cuneo Solidale Democratica e di Crescere Insieme. Quindi, con questa operazione,  l’attuale maggioranza ne uscirebbe totalmente frantumata.

Ma ci potrebbe anche essere un’altra strada: la versione 2021 della Dc

La maggioranza Borgna con il Partito Democratico non è mai stata “digerita” del tutto dal coordinatore di Centro per Cuneo, Delfino, e dal deputato Enrico Costa, che è referente di Azione per il Piemonte.

Una seconda strada potrebbe essere quella di escludere, alle Comunali 2022, il Pd dall’attuale coalizione che governa la città. Formando un’altra maggioranza con la parte non di centrosinistra di Centro per Cuneo, Cuneo Solidale Democratica, Crescere Insieme e altre compagini civiche di centro. Come Azione di Calenda. In sostanza una versione 2021 della Democrazia Cristiana. Ipotesi alla quale parrebbe stiano lavorando Delfino e Costa. Con quale candidato sindaco? Forse, a quel punto, il nome di Spedale verrebbe rimesso in discussione.