18 Maggio 2022

2016: Paolo Rossi, all’Anfiteatro dell’Anima, regala uno spettacolo di impagabile poesia e creatività (FOTO)

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Paolo Rossi è l’eclettico performer nato a Monfalcone, in provincia di Gorizia, nel 1953,  che ha costruito un modo di recitare e di cantare sempre al di fuori degli schemi tradizionali. Comico dalle battute dissacranti e irresistibili, ma anche attore dalle riflessioni profonde, è stato protagonista di partecipazioni televisive diventate memorabili.

Tra le esperienze teatrali più importanti c’è “Il signor Rossi e la Costituzione-Adunata Popolare di Delirio Organizzato”, che affronta i temi della coscienza civica e politica del Paese sempre, però, con piglio comico.

Vi proponiamo di seguito il racconto, che ho pubblicato su Targatocn.it e sul “mio” profilo Facebook, dello straordinario spettacolo di Paolo Rossi, nel luglio 2016, all’Anfiteatro dell’Anima: incantevole palcoscenico sulla collina tra Cervere e Fossano. Nell’ambito della rassegna “Anima Festival” organizzata dai fratelli Ivan e Natascia Chiarlo.

Natascia e Ivan Chiarlo presentano lo spettacolo

Rossi incanta il pubblico con le canzoni dell’amico Gianmaria Testa, mancato il 30 marzo dello stesso anno. Senza dimenticare un omaggio musicale a Enzo Jannacci. Il tutto infarcito da provocazioni comiche sorprendenti.  Lo spettacolo è prodotto da Fuorivia di Paola Farinetti, moglie dell’indimenticabile Testa.

Paola Farinetti, Paolo Rossi e Ivan Chiarlo

Da Targatocn.it e dal “mio” profilo Facebook del 6 luglio 2016   

La pioggia, minuta, ma fastidiosa, cade fino a un’ora e mezza prima dello spettacolo. Poi, compare il sole e il vento porta via le nuvole “cattive”. Così “RossinTesta”, terzo appuntamento della rassegna “Anima Festival”, organizzato nella splendida cornice naturale dell’Anfiteatro dell’Anima, sulla collina tra Cervere e Fossano, dagli infaticabili appassionati di bellezza artistica, i fratelli Ivan e Natascia Chiarlo, può iniziare. Con le veloci prove, seguite, subito dopo, dalla performance.

Si coprono gli strumenti musicali e le attrezzature tecniche per la pioggia
Paolo Rossi durante le prove
Le prove con il fossato pieno di acqua attorno al palcoscenico
Un altro momento delle prove

Protagonista della serata è lo straordinario ed eclettico Paolo Rossi, accompagnato da un band di talentuosi musicisti: Emanuele Dell’Aquila e i Virtuosi del Carso (Bika Blasko, Stefano Bembi, Alex Orciari e Roberto Paglieri). Il tutto voluto e prodotto da Fuorivia di Paola Farinetti, moglie dell’indimenticabile Gianmaria Testa scomparso tre mesi fa.

Paolo Rossi e la band durante lo spettacolo

Perché il cantautore cuneese e l’attore comico sono stati grandi amici e questo spettacolo lo avevano progettato insieme. Condividendo un viaggio comune di poesia unita alla voglia di divertirsi e di divertire il pubblico, ma facendolo riflettere sui problemi dell’attuale società.

I testi delle canzoni di Gianmaria, scritte per alcuni lavori teatrali di Paolo, si intrecciano, magicamente, con le provocazioni “scomode”, sotto forma di monologhi, dell’artista originario di Monfalcone. “Questa – esordisce Rossi – non vuol essere una celebrazione, ma una festa”.

Paolo Rossi inizia lo spettacolo

Poi, però, guardando il fossato con l’acqua attorno al palcoscenico non smentisce la sua verve comica, chiedendo se ci sono i coccodrilli.

Emozioni, pensieri e risate si rincorrono, si incontrano, si allontano per, poi, ricongiungersi, si alzano verso il cielo, diventato, piano piano, un campo di stelle, mentre l’iniziale frusciare del vento va a dormire. Parole e note leggere costruiscono un ricco giacimento di perle preziose per la mente e per lo spirito.

Le canzoni di Testa, interpretate da Rossi con voce profonda e sorprendente, riempiono lo spazio e il correre del tempo. Trasformandosi in un cammino di idee. Splendide le versioni di “Arlecchino” e “La giostra”. Non manca anche un omaggio musicale a Enzo Jannacci: altro loro grande amico comune. Mentre le intrusioni comiche sbocciano come i fiori in primavera.

Il saluto finale al pubblico di Rossi e della band

Tra ricordi, provocazioni e e risate

“Avevo freddo e mi hanno coperto con questa giacca in cui ci sto tre volte”.

“Il matrimonio è un valore fondamentale, ma è nato quando la speranza di vita delle persone era di trent’anni”.

“Ho fatto il militare a Torino. Indovinate dove? Nei carristi. Per quale motivo? Ero piccolo e  stavo dentro al carro armato. Ho fatto anche carriera: comandavo sette sardi più bassi di me. A Rivarolo Canavese sono andato a sbattere contro una casa. Ricordo ancora la faccia incredula del proprietario. Sono sceso, l’ho salutato e gli ho chiesto: “Scusi, la strada per Torino? ”.

“Non mi occupo più di satira politica perché è impossibile fare parodia nella parodia. Immaginatevi – facciamo il caso – uno che sta con quelli della parte bianca, dove, però, capisce di non poter più vincere. Allora passa con i rossi che, invece, hanno successo. Ma lì non potrà mai fare carriera. Perciò cambia idea e diventa bianco. I rossi, che non sono furbissimi, anche loro si infiltrano tra i bianchi. E alla fine non si capisce più niente. Per risolvere la situazione si trova l’equilibrio chiamando Verdini”.

“Io e Gianmaria ci divertivamo a concludere gli spettacoli fatti insieme proponendo “I giardini di marzo” di Battisti. Lui la cantava, io la commentavo. Ci ha sempre colpito la frase “All’uscita di scuola i ragazzi vendevano i libri”. Ma non erano libri se poi il testo diceva: “Che hanno è, che giorno è”.

Il finale

Applausi. Calorosi. Uno spettacolo inconsueto, un impasto colorato di impagabile creatività che seduce il cuore e l’anima. Grazie Gianmaria. Grazie Paolo.    

Il pubblico in attesa dello spettacolo
Il pubblico attende l’inizio della performance di Paolo Rossi
Paolo Rossi durante lo spettacolo
Ancora Paolo Rossi durante lo spettacolo
Paolo Rossi ha regalato momenti di poesia, creatività e verve comica
Un momento dell’impagabile performance