18 Maggio 2022

2018, Mercalli a Cuneo al convegno Cia: “L’aumento della temperatura rischia di farci soccombere come specie entro la fine del secolo”

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La recente 26ª Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (Cop 26), svoltasi a Glasgow, con 197 Paesi del Pianeta partecipanti, si è conclusa – come in molti hanno sottolineato – con un accordo al ribasso. Frutto di un fragile compromesso tra le nazioni.

In particolare sul tema dell’utilizzo del carbone come combustibile fossile che, per la forte pressione di India e Cina, ha visto cambiare, all’ultimo minuto, nel documento conclusivo, la frase “eliminazione graduale” in “riduzione graduale”.

Una differenza non di poco conto, in quanto, con questo indirizzo, i tempi dello stop alla materia prima da usare sotto forma di fonte energetica si dilatano notevolmente e diventa sempre più difficile contenere le future emissioni di inquinanti in atmosfera.

Un’intesa che la giovane ambientalista svedese, Greta Thunberg, diventata famosa per aver dato il là agli scioperi contro i cambiamenti climatici in tutto il mondo, ha definito: “Altri bla, bla, bla. Ma il lavoro vero continua fuori da queste stanze del potere. Non ci arrenderemo mai”.      

Nel 2018, Luca Mercalli, presidente della società Meteorologica Italiana e profondo conoscitore della materia sotto gli aspetti scientifici, era intervenuto a un convegno, proprio sui cambiamenti climatici, organizzato, nel capoluogo della “Granda”, dalla Confederazione Italiana Agricoltori di Cuneo.

Affermando:  “L’aumento della temperatura rischia di farci soccombere come specie entro la fine di questo secolo”.

Un monito ripetuto da Mercalli tante volte in precedenza e tante volte dopo. Sempre inascoltato.

Vi proponiamo il racconto che ho scritto di quel convegno con gli interventi anche degli altri relatori pubblicato, allora, sul quotidiano online Targatocn.it e sul “mio” profilo Facebook.

Il tavolo dei relatori al convegno

Da Targatocn.it e dal “mio” profilo Facebook dell’ottobre 2018

Quali ripercussioni stanno già avendo e avranno in futuro i cambiamenti climatici sull’agricoltura? E il mondo rurale quali nuove sfide dovrà affrontare per i superare i problemi e produrre ancora qualità?

Sono le domande a cui ha cercato di rispondere il convegno organizzato dalla Confederazione Italiana Agricoltori (Cia) di Cuneo, al Centro Incontri della Provincia,  nell’ambito del programma della Fiera del Marrone.

In sala le autorità, un buon numero di imprenditori del settore e i giovani delle classi dell’Istituto Agrario Virginio Donadio di Cuneo e dell’Istituto Umberto I Scuola Enologica di Alba.

Gli allievi dell’Istituto Virginio Donadio di Cuneo al convegno della Cia
Gli allievi dell’Istituto Umberto I Scuola Enologica di Alba
La sala del convegno con le autorità

IL CONVEGNO

Dagli interventi dei relatori sono emerse chiare soprattutto un paio di considerazioni: la necessità di cambiare l’approccio nei confronti del fenomeno e di farlo in fretta per non esserne travolti definitivamente e che le nuove generazioni se ne interessino fin da subito.

Dopo le introduzioni dei lavori affidate al direttore piemontese e a quello di Cuneo dell’organizzazione agricola, Giovanni Cardone e Igor Varrone, le riflessioni sono venute dalla tavola rotonda moderata dal giornalista Mario Bosonetto.

Con le incursioni qua e là di Luca Mercalli, presidente della società Meteorologica Italiana e profondo conoscitore del tema sotto gli aspetti scientifici.

L’introduzione dei lavori di Igor Varrone e il tavolo dei relatori
Il direttore della Cia Cuneo, Igor Varrone

I numeri dell’Arpa forniti da Paolo Alberto Bertolotto

Alcuni numeri impressionanti li ha forniti Paolo Alberto Bertolotto, meteorologo del Dipartimento Rischi Ambientali dell’Agenzia Regionale Protezione Ambientale (Arpa) del Piemonte.

Dal 1958 al 2016 sul territorio della Regione la temperatura massima è aumentata di 0,37 gradi ogni 10 anni e dal 1981 al 2016 addirittura di 0,57 gradi ogni 10 anni.

Poi, nello stesso periodo, ci sono stati meno eventi piovosi però è aumentata la loro concentrazione in quantità. In sostanza non è piovuto di più ma più intensamente, provocando i danni che sono sotto gli occhi di tutti.

ll meteorologo di Arpa Piemonte, Paolo Alberto Bertolotto

L’assessore regionale all’Agricoltura, Giorgio Ferrero

L’assessore regionale all’Agricoltura, Giorgio Ferrero, ha dichiarato: “Mi ha sempre colpito una frase di Woody Allen che diceva: “Perché dobbiamo preoccuparci per le generazioni future se loro hanno fatto nulla per noi”.

Invece no, dobbiamo occuparcene con lungimiranza superando gli egoismi della società attuale. I cambiamenti climatici sono diventati un rapporto tra generazioni e stanno producendo danni eccezionali”.

La politica? “Deve badare alle possibili soluzioni immediate, ma avere soprattutto una visione di lunga prospettiva. L’Unione Europea riserva solo il 20% dei finanziamenti ai Programmi di Sviluppo Rurale con i quali, se, invece, fossero maggiori, si potrebbero prevedere misure per contrastare il fenomeno”.  

L’assessore regionale all’Agricoltura, Giorgio Ferrero

Il presidente regionale Cia, Gabriele Carenini

Il presidente regionale della Cia, Gabriele Carenini è stato categorico: “Siamo consapevoli di non poter più fare agricoltura come negli ultimi cinquant’anni. Servono ricerca e innovazione da adattare ai cambiamenti climatici.

Però è necessaria la collaborazione di tutti. Tenendo presente che le aziende devono comunque produrre reddito in un mercato sempre di più concorrenziale e che dovrebbero vedersi riconosciuto, attraverso il loro lavoro, la custodia del territorio”.

Il presidente regionale della Cia, Gabriele Carenini

Il presidente provinciale Cia, Claudio Conterno

In sintonia il presidente provinciale di Cia, Claudio Conterno: “Bisogna fare tutti piccole cose, ogni giorno un piccolo passo, perché, al contrario, imbocchiamo davvero una strada senza ritorno. Si può produrre economia mettendo in campo cose giuste e belle e non passando sopra tutto. Agli agricoltori non bisogna solo insegnare come accedere ai contributi, ma anche a coltivare bene”.

Il presidente provinciale di Cuneo della Cia, Claudio Conterno

Il vicepresidente nazionale Cia, Mauro Di Zio

Il vicepresidente nazionale Cia, Mauro Di Zio, ha posto l’accento sulla necessità di prendere in mano in modo deciso la gestione del territorio, “altrimenti –  ha precisato – continueremo sconfortati, ma rassegnati, a trovarci di fronte a vittime e danni. Il nostro Paese non può tenere le dita perennemente incrociate nella speranza che non accadano fenomeni meteorologici eccezionali”.

Il vicepresidente nazionale della Cia, Mauro Di Zio

Le martellate “pesanti” sui cambiamenti climatici di Luca Mercalli  

Ha affermato il meteorologo: “Ormai è chiaro che non abbiamo più le stagioni di un tempo e che tutte si sono riscaldate. Nel 1800 la temperatura media era di 16 gradi. Quella dal 1981 al 2010 è salita a 21,7 gradi. Già 40 anni fa si diceva di contenere l’aumento della temperatura a 1,5 gradi. Siamo rimasti a quel punto. Non si è fatto nulla. E abbiamo perso tempo prezioso. Quel grado e mezzo ormai non lo recuperiamo più”.

Quindi? “Se non si inverte la rotta, tra altri 40 anni saremo a più 2 gradi e alla fine di questo secolo a più 5 gradi. Rischiamo di soccombere come specie. Perché proviamo a immaginarlo sul nostro corpo: con l’aumento di un grado di temperatura prendi l’aspirina, con 2-3 vai dal dottore o al pronto soccorso, con 5 puoi morire”.

Tutto ciò non vuol dire fare catastrofismo?  “No, significa prevenzione. Fare catastrofismo è stare zitti e girare la testa dall’altra parte.  Serve la consapevolezza di questo da parte di tutti i cittadini. E dico a voi giovani: alzate la testa adesso, perché non potrete poi accusare noi di non aver fatto niente quando non ci saremo più”.

Una situazione drammatica. “Bisogna intervenire subito. Sono già stati fatti danni irreversibili. Non dobbiamo perdere altro tempo. Occorre mettersi al lavoro oggi, non fra 30 anni. E’ questo il problema da risolvere se vogliamo sopravvivere, non il punto di Pil. Fino ad ora abbiamo sentito solo delle grandi chiacchiere e pochi fatti.

Sono ancora ottimista sulla possibilità di farcela, ma sapendo che ormai il sentiero è molto stretto. Il tempo per realizzare una vera svolta è ridotto a uno spazio di pochi anni. Passato anche quest’ultimo appuntamento dopo non rimarranno che le conseguenze devastanti”.

Soluzioni? “Contenere i consumi e gli sprechi energetici in tutti i settori e come singoli cittadini. Oggi buttiamo via oltre il 30% dell’energia che usiamo. Dobbiamo essere tutti più attenti”.  

Il duro intervento di Luca Mercalli al convegno

I PREMI E LE BORSE DI STUDIO

Al termine del convegno, la Cia ha consegnato un premio per la collaborazione che dura da molti anni all’Istituto Agrario Virginio Donadio di Cuneo e all’Enologico Umberto I di Alba. I riconoscimenti li hanno ritirati le dirigenti Enrica Vincenti e Antonella Germini.

Inoltre, sono state assegnate quattro borse di studio, intitolate a Mauro Viara, Bartolomeo Duranda, Marzia Serasso e Valentina Masante, ad altrettanti allievi delle due scuole per i loro meriti di studio. La prima è andata a Davide Golè del Virginio Donadio, le altre tre a Gianluca Bergadano, Enrica Prunotto e Martina Maria Delù dell’Umberto I.

Foto di gruppo per i relatori del convegno e per le scuole e gli studenti premiati